REPORT DI MISSIONE – MISSIONE 47 DEL 12 MAGGIO 2026
Sono sbarcati a Ravenna, dopo 5 giorni in mare a bordo della Ocean Viking, i 131 naufraghi, più una persona deceduta durante la traversata, soccorsi tra giovedì e venerdì dal team di SOS MEDITERRANEE. Continuano senza pietà le politiche ostruzionistiche del Governo italiano, che non arretra rispetto all’assegnazione di un porto lontano neanche di fronte alla presenza di un cadavere a bordo.
Sono sbarcate questa mattina a Ravenna le 132 persone, tra cui il cadavere dell’uomo la cui morte è stata certificata a bordo della nostra nave, soccorsi in due diverse operazioni tra il 12 e il 13 maggio scorsi. Tra loro 7 minori non accompagnati. I naufraghi provenivano principalmente da Egitto, Bangladesh, Etiopia, Eritrea e Pakistan.
Nonostante le nostre richieste di un porto più vicino, a causa della presenza del cadavere a bordo che rendeva ancora più complessa la condizione psicologica delle persone soccorse ma anche del team, le autorità ci hanno mandati fino a Ravenna, uno dei porti più distanti che siamo ormai abituati a raggiungere. Nel corso dell’ultimo anno, questa è stata la terza volta che siamo stati costretti a navigare fino al porto romagnolo, restando lontani dalla zona di ricerca e soccorso per più di una settimana tra andata e ritorno.
Tra maggio del 2025 e maggio del 2026 per 3 volte siamo stati mandati ad Ancona, 3 volte a Savona, 3 a Livorno, 4 a Marina di Carrara: il 2026 si è già rivelato come l’anno più mortale sulla rotta del Mediterraneo centrale, nonostante ciò, nessuno mette in discussione la disumana prassi dei porti lontani, che lascia sguarnita di mezzi di soccorso la zona Sar, favorendo il perpetrarsi di tragedie evitabili come quella della bambina morta per iportermia a Lampedusa solo pochi giorni fa.
Credits: Mathieu Golinvaux