Samuel è stato salvato dalla Ocean Viking insieme a sua moglie Patience e a suo figlio Praise lo scorso 19 luglio. A bordo ha raccontato che era la prima volta da anni che riusciva a dormire, dopo essere stato in Libia dove ogni notte temeva di essere aggredito. Ha detto che l’equipaggio di SOS MEDITERRANEE lo ha trattato bene come quando i suoi genitori si prendevano cura di lui.
A bordo, il suo piccolo Praise era un neonato sorridente che si faceva prendere in braccio da tutti e portava allegria tra l’equipaggio.

Samuel e Patience provengono dal Biafra, una regione secessionista della Nigeria che fu indipendente dal 1967 al 1970, prima che l’esercito nigeriano riconquistasse il territorio del Biafra, in una guerra che costò la vita a 2 milioni di persone.
Ancora oggi continuano le lotte per l’indipendenza, con diversi gruppi armati che attaccano
persone di altre fazioni. I genitori di Samuel sono stati uccisi dai soldati nigeriani, che hanno anche dato fuoco alla sua casa, lasciandolo con gravi ustioni su tutto il corpo.
Con sua moglie Patience hanno tre figli che si trovano ancora in Nigeria, ma la vita di Samuel
era in pericolo e se ne è dovuto andare. È stato truffato da un uomo nigeriano che gli aveva promesso sicurezza e lavoro e lo ha condotto ad attraversare il deserto fino in Libia. Una volta lì, la coppia è stata separata ed entrambi sono stati costretti a lavorare senza essere pagati e senza sapere dove si trovasse il proprio partner. Si sono ritrovati quando Patience è riuscita a fuggire dal luogo in cui era trattenuta. Patience è rimasta incinta, ma quando era già in travaglio, si è recata in tre ospedali che l’hanno respinta a causa del colore della sua pelle. È stata costretta a partorire il suo bambino da sola, sul sedile posteriore di un taxi. L’ospedale non ha permesso nemmeno che suo figlio ricevesse le vaccinazioni essenziali. Il suo bambino si chiama Praise.
La famiglia è stata aggredita e derubata diverse volte e quando si è presentata l’opportunità di
lasciare la Libia in barca, hanno pensato che fosse la loro unica possibilità.

Il piccolo Praise con suo padre Samuel incontra un bimbo ghanese a bordo della Ocean Viking

Si sono imbarcati su un gommone nel bel mezzo di una tempesta, con onde alte 5 metri e vento forte. A bordo non avevano né acqua né cibo e avevano esaurito il carburante. Samuel ricorda di aver pianto per la paura che il suo bambino potesse morire. Dopo due giorni in mare, hanno avvistato delle luci: era la piattaforma offshore di Miskar per l’estrazione di gas, di proprietà della Tunisia (nella zona di sovrapposizione tra le regioni di ricerca e soccorso tunisina e maltese).. Hanno pensato che fosse l’unica possibilità di mettersi in salvo, visto che la loro imbarcazione non li avrebbe portati oltre.
I lavoratori della piattaforma li hanno aiutati a salire. Le donne sono state accolte al riparo, ma
gli uomini hanno dovuto dormire all’aperto in mezzo alla tempesta. Raccontano che i lavoratori hanno fatto del loro meglio e gli hanno dato da mangiare. Sono rimasti per quattro notti e cinque giorni sulla piattaforma prima di essere soccorsi dalla Ocean Viking. 
In totale, la Ocean Viking ha soccorso 116 persone, tra cui 39 minori non accompagnati, 13 donne, un bambino e due neonati, provenienti da due imbarcazioni diverse che avevano concluso il loro viaggio sulla piattaforma.

 

CREDITS IMMAGINI: Ville Maali/SOSMEDITERRANEE