SOS MEDITERRANEE accoglie con favore la decisione del Tribunale di Chieti che annulla integralmente il fermo amministrativo di 20 giorni imposto alla Ocean Viking nel novembre 2023, insieme alla relativa multa e a tutte le misure sanzionatorie associate.
Il 15 novembre 2023, le autorità italiane fermarono la Ocean Viking a Ortona per 20 giorni e imposero una sanzione economica ai sensi del Decreto Piantedosi. Il caso riguarda un’operazione di soccorso condotta l’11 novembre 2023 nella Regione libica di Ricerca e Soccorso (SAR), durante la quale la nostra nave di soccorso ha tratto in salvo 34 persone da un’imbarcazione in difficoltà, dopo ripetuti tentativi senza esito di ottenere un coordinamento efficace dalle autorità marittime libiche.
Nella decisione di primo grado, il Tribunale ha chiaramente confermato che l’operazione di soccorso della Ocean Viking era legittima e che il comandante “si trovava nella necessità di intervenire senza ritardo” per proteggere la vita umana. Ha inoltre sottolineato l’assenza di un coordinamento efficace da parte delle autorità libiche, riconoscendo che la Ocean Viking era “l’unica nave intervenuta” per adempiere al dovere di soccorso in mare.
La sentenza ha inoltre ribadito che gli obblighi internazionali in materia marittima previsti dalle Convenzioni UNCLOS, SOLAS e SAR prevalgono quando vite umane sono a rischio, e che non possono essere imposte sanzioni laddove il coordinamento statale sia assente o inadeguato. La decisione richiama anche la sentenza n. 101/2025 della Corte Costituzionale italiana, che ha confermato che le leggi nazionali sul soccorso in mare devono conformarsi al diritto internazionale. In altre parole, nessuna legge nazionale può essere in contrasto con il dovere di salvare vite in mare.
“Questa decisione conferma quanto sosteniamo costantemente dal novembre 2023: la Ocean Viking ha agito nel pieno rispetto del diritto marittimo internazionale e nel chiaro adempimento dei propri obblighi marittimi”, ha dichiarato Valeria Taurino, Direttrice generale di SOS MEDITERRANEE Italia. “Le organizzazioni umanitarie di soccorso non dovrebbero mai essere penalizzate per aver fatto ciò che le autorità non riescono a fare: garantire un soccorso tempestivo ed efficace alle persone in pericolo”, conclude.
Il 2026 è già tra gli anni più mortali dell’ultimo decennio. Le persone continuano a scomparire in mare mentre il governo italiano intensifica gli sforzi per impedire alle ONG di ricerca e soccorso di operare. Questa settimana, il Senato ha iniziato a discutere un nuovo pacchetto migratorio che include disposizioni volte a impedire alle ONG SAR di entrare nelle acque italiane, in quello che rappresenta l’ennesimo tentativo di ostacolare le operazioni salvavita.
Sabato 16, il comandante della Sea-Watch 5 è stato accusato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare dopo aver completato un’operazione di soccorso durante la quale la Guardia Costiera libica aveva aperto il fuoco.
Nonostante le ripetute sentenze dei tribunali che confermano la legittimità delle operazioni di soccorso civile, le ONG di ricerca e soccorso continuano a subire vessazioni legali e amministrative per aver salvato vite in mare. Le persone in pericolo non possono aspettare la giustizia mentre l’assistenza salvavita viene ostacolata per finalità politiche.