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“Ora che sono qui a bordo della nave, è come se fossi rinato, come se avessi un’altra possibilità nella vita.”

Il 23 febbraio del 2025, 25 persone sono state soccorse dalla OceanViking vicino a una piattaforma petrolifera nella Regione di Ricerca e Soccorso libica. Tra loro c’erano tre ragazzi—Yamal, Visca e Joseph*: ognuno di loro è fuggito dalla Somalia da bambino, scappando da guerra, violenza e persecuzioni.

Yamal aveva solo 12 anni quando una bomba è esplosa vicino alla sua casa. In Sudan ha vissuto per oltre un anno per strada, a volte seguendo cani randagi per trovare cibo. In Libia è stato accolto da un uomo anziano in cambio di lavoro come guardiano di capre. Ora ha 16 anni.

Visca è partito a 15 anni, conoscendo solo una Somalia segnata da scontri tribali, attentati e insicurezza. Un suo amico è stato ucciso in un centro di detenzione libico dopo non essere riuscito a pagare un riscatto. Visca ha dovuto lavorare per i suoi carcerieri per comprarsi la libertà. Ora ha 17 anni.

Joseph aveva 16 anni quando è partito. È cresciuto con 13 fratelli, ma non vedeva alcun futuro in Somalia, dove non c’erano istruzione, assistenza sanitaria e la violenza era costante. È sopravvissuto a un attacco di massa che ha ucciso intere famiglie. Ora ha 17 anni e sogna di visitare la Svizzera—ha visto foto delle Alpi e ne è rimasto affascinato.

Quando gli è stato chiesto cosa desidera, Visca ha detto: “Il mondo deve sapere come vengono trattate le persone in Libia. I politici devono fare qualcosa. Deve finire.”

Nel momento in cui hanno letto “RESCUE” sulla Ocean Viking, i ragazzi hanno detto al nostro team a bordo che si sono sentiti come se stessero rinascendo.

*nomi cambiati per proteggere l’identità delle vittime