Rapporto di Missione #1

Rapporto di Missione #1

I PRIMI QUATTRO SOCCORSI DEL NOSTRO RITORNO A MARE il 22 GIUGNO SCORSO

 

aggiornato il mercoledì 1 luglio maggio, ore 10:00

 

Dopo quattro operazioni di soccorso dal nostro ritorno a mare il 22 giugno scorso, 180 persone sono ora sane e salve a bordo della nostra “nave ambulanza”.

 

Il nostro atteso ritorno a mare è stato immediatamente seguito da quattro soccorsi, i primi due il 25 giugno, e il terzo soccorso il 30 giugno, segnale che le partenze dalla Libia continuano. Nei primi due soccorsi, 118 persone tra cui 21 minori sono state salvate dai nostri soccorritori e attualmente, dopo un’ evacuazione  di un uomo per ragioni mediche il 29 notte, e un terzo e quarto soccorso ieri, rispettivamente di 47  e 16 persone, 180 sopravvissuti si trovano a bordo della Ocean Viking in attesa di un porto sicuro.

 

Cronologia

 

La prima richiesta di soccorso il 25 giugno è arrivata mentre facevamo rotta verso la zona di ricerca e soccorso al largo delle coste libiche. A bordo di una imbarcazione in legno 51 persone, per lo più originarie del Pakistan e dell’Eritrea, stavano andando alla deriva sotto un sole cocente, a circa 30 chilometri dall’isola di Lampedusa. A mezzogiorno, dopo un’operazione di salvataggio durata un’ora e mezza, tutti i sopravvissuti, tra cui una donna incinta e cinque minori, sono stati portati in sicurezza a bordo della Ocean Viking.

 

 

Poco dopo, nel pomeriggio, abbiamo ricevuto una nuova richiesta di soccorso inviata da un aereo umanitario che sorvolava l’area di ricerca e soccorso maltese. Alle 18:30, 67 persone su una piccola barca alla deriva a circa 100 km a sud-sud-ovest dell’isola di Lampedusa sono state salvate dalle nostre squadre. I sopravvissuti che si trovavano a bordo di questa seconda imbarcazione di fortuna sono per la maggior parte originari del Bangladesh e del Marocco.

 

Durante l’operazione di ricerca di 12 ore dell’Ocean Viking, insieme al Mare Jonio, di un gommone nero alla deriva segnalato in difficoltà a nord di Misurata il 26 giugno, a mezzanotte circa, la guardia costiera libica ha intercettato la barca con 93 persone a bordo. L’Ocean Viking era a circa 1 ora 30 di distanza dalla posizione di soccorso nota, mentre Mare Jonio che era a circa 30 minuti di distanza, ha assistito all’intercettazione sul loro radar. Secondo quanto riferito da sopravvissuti in testimonianze raccolte da Alarm Phone e IOM Libya, persone sono state riportate in Libia, 6 persone sono morte e una donna ha partorito un bimbo sul gommone, durante il viaggio.

 

Durante la nostra ricerca, l’Ocean Viking ha cercato di contattare le autorità marittime libiche più volte, inutilmente. Abbiamo anche contattato il MRCC italiano, che ha inviato una richiesta di soccorso a tutte le navi riguardo a questo caso, ma ha continuato a rimandarci alla guardia costiera libica per il coordinamento.

All’arrivo sulla Ocean Viking, tutti i sopravvissuti sono stati immediatamente presi in carico dal nostro nuovo team medico. Vengono messe in atto misure rigorose per ridurre al minimo il rischio di propagazione del Covid-19 a bordo: misurazioni regolari della temperatura, gestione della circolazione sulla nave, tutti i sopravvissuti indossano la mascherina, ecc.

Sul ponte, i contenitori sono stati riorganizzati per fornire più spazio protetto ai sopravvissuti e il leader del team di assistenza ha parlato con i sopravvissuti, per spiegare la situazione attuale e offrire l’opportunità di porre domande. Sono stati raddoppiati anche i turni di guardia al ponte, per garantire una presenza in ogni momento.

R è bengalese. È stato un anno in Libia. Assieme ad altre 66 persone è stato salvato 5 giorni fa da una barca di legno.

“Ho lasciato moglie e 2 bambini per trovare lavoro in #Libia. Pensavo la guerra fosse finita ma è un paese pericoloso. La prima volta che ho tentato la fuga, la Guardia costiera libica mi ha preso, buttato il passaporto e imprigionato. L’unico modo per liberarsi era pagare”.

 

Ogni giorno, i controlli della temperatura e della saturazione dell’ossigeno vengono effettuati diligentemente dal team medico, due volte al giorno.  Un’ attività di parrucchiere è stata organizzata sul ponte, con due parrucchieri professionisti tra i sopravvissuti.Dopo un stand-by tra Malta e Italia da domenica mattina e in attesa, dopo tre richieste di un POS alle autorità maltese e italiane, martedì 30 giugno, i team di Ocean Viking hanno soccorse prima altre 47 persone su una barca di legno alla deriva a sud di Lampedusa, nella zona di ricerca e si soccorso maltese. Secondo le prime testimonianze, i naufraghi hanno passato 4 o 5 giorni sulla barca. Tutti erano disidratati. In un secondo soccorso avvenuto nella notte a sud di Lampedusa di una barca in vetroresina, la nostra nave ambulanza ha salvato altre 16 persone, sotto il coordinamento del MRCC italiano.

Ancora oggi, Ocean Viking aspetta di poter fare sbarcare le 180 persone a bordo in un porto sicuro.

 

https://twitter.com/SOSMedItalia/status/1278036829208481793?s=20

 

Foto crediti: Flavio Gaperini / SOSMEDITERRANEE

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Quali sono le conseguenze della pandemia di Covid-19 sulle migrazioni? Chi sono gli attori attualmente presenti nel Mediterraneo centrale? Le persone continuano a fuggire via mare? Qual è la situazione in Libia? Alla luce della complessa situazione odierna nel Mediterraneo centrale, ogni settimana vi forniamo alcuni elementi di contesto. Perché testimoniare fa parte del nostra missione.

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