Le misure annunciate dal Ministro Piantedosi nel corso della conferenza stampa post approvazione del dl Sicurezza, come il blocco navale e i trasferimenti in Paesi terzi, confermano una scelta politica che sposta nuovamente la responsabilità lontano da Italia e Europa, invece di mettere al centro la vita e la protezione delle persone in mare.
Il riferimento al Patto europeo su migrazione e asilo va chiarito – commenta SOS MEDITERRANEE: nessuna legislazione a livello nazionale o europeo può autorizzare respingimenti collettivi e sospendere gli obblighi internazionali di soccorso e protezione. Usare questa modalità per giustificare cosiddetti “blocchi navali” o trasferimenti forzati, significa aggirare responsabilità che sono vincolanti per l’Italia. In particolare, il trasferimento delle persone migranti in Paesi terzi definiti “sicuri” solleva interrogativi preoccupanti: quali criteri e quali garanzie effettive per i diritti delle persone? L’esperienza dimostra che questi meccanismi producono esternalizzazione delle responsabilità e ulteriori violazioni.
L’impianto normativo, se introdurrà la possibilità di interdire l’attraversamento del limite delle acque territoriali, conferma la sua natura in contrasto al diritto internazionale e la nostra Costituzione oltre a rafforzare la criminalizzazione delle persone migranti e di chi le salva, come le associazioni civili.
Tutto questo accade mentre nel Mediterraneo centrale è appena avvenuta una nuova tragedia: le testimonianze diffuse da associazioni e attivisti ci dicono che il ciclone Harry potrebbe aver causato fino a 1000 morti in mare, senza alcun commento da parte delle istituzioni e lontano dall’attenzione dei media. Non poter accedere a dati ufficiali da parte delle istituzioni è un modo di negare il diritto dell’opinione pubblica ad essere informata. Parlare di trasferimenti e interdizioni, in un contesto simile, è una conferma di politiche disumane che intensificano misure repressive .
SOS MEDITERRANEE ribadisce che nessuna misura di controllo delle frontiere può essere legittima se mette a rischio la vita delle persone o nega loro i diritti fondamentali. Il Mediterraneo non può continuare ad essere una zona di sacrificio umano e vergogna.