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SOS MEDITERRANEE esprime forte preoccupazione nell’apprendere che ieri sera un attacco da parte di presunti funzionari della Guardia costiera libica su una operazione di salvataggio di SeaWatch ha causato diverse morti.

Secondo una dichiarazione ufficiale di SeaWatch, il violento intervento di una imbarcazione contrassegnata come guardia costiera libica durante le operazioni di primo soccorso ha causato il panico collettivo a bordo del gommone in pericolo. Ciò ha provocato il cedimento di un tubolare del gommone, facendo scivolare in acqua la maggior parte delle 150 persone a bordo. 120 persone sono state salvate, 4 cadaveri recuperati, diverse persone sono ancora disperse.

L’attacco è avvenuto 14 miglia nautiche al largo della costa libica in acque internazionali. Questo ultimo caso che vede coinvolte presunte unità ufficiali libiche non solo mette in pericolo il lavoro degli operatori umanitari, ma ha causato in aggiunta la morte di numerosi migranti. Solo due mesi fa, la nave di ricerca e soccorso “Bourbon Argos” di MSF è stata attaccata dalla Marina libica, aggiungendo un nuovo pericolo per i migranti che attraversano il Mediterraneo. SOS MEDITERRANEE invita tutti gli attori presenti in mare a rispettare il lavoro delle organizzazioni umanitarie il cui obiettivo è salvare vite umane.

Dall’inizio delle operazioni nel febbraio 2016, SOS MEDITERRANEE in partenariato con  MSF ha salvato 7.281 persone (4.786 salvate da imbarcazioni in pericolo e 2.495 trasferite sulla AQUARIUS).