Recentemente, l’equipaggio della Ocean Viking ha osservato un aumento dei comportamenti preoccupanti e intimidatori da parte di navi militari e di sicurezza operanti in acque internazionali: queste imbarcazioni sono state osservate mentre pedinavano la nave di SOS MEDITERRANEE. In alcuni casi, hanno operato a distanza ravvicinata, effettuato manovre pericolose e si sono portate in rotta di collisione con la nave, in altri casi, hanno seguito la Ocean Viking a distanza per diverse ore.
La crescente presenza di mezzi navali che operano nel Mediterraneo centrale talvolta senza una chiara identificazione, crea gravi rischi per gli equipaggi delle navi umanitarie e per le persone in pericolo in mare. Le manovre ravvicinate, il pedinamento e le istruzioni poco chiare o contraddittorie aumentano il rischio di collisione e di escalation, interferendo potenzialmente con le operazioni di soccorso salvavita.
In alcuni casi, le imbarcazioni sono state identificate come appartenenti alla Guardia Costiera libica. In altri, non presentavano contrassegni chiari e si sono rifiutate di dichiarare la loro identità. Poiché molti di questi incidenti si sono verificati di notte, è stato spesso difficile identificare chiaramente le imbarcazioni e i loro equipaggi, senza poter escludere la presenza di armi a bordo.
Nei casi in cui l’equipaggio di SOS MEDITERRNAEE ha tentato di stabilire un contatto per chiarire quali intenzioni avessero e garantire il mantenimento di una distanza di sicurezza, le imbarcazioni hanno ordinato alla Ocean Viking di dirigersi verso nord – nonostante la nave si trovasse in acque internazionali – oppure hanno chiesto all’equipaggio se a bordo fossero presenti persone soccorse.
Il fatto che questi incidenti si siano verificati in acque internazionali è particolarmente preoccupante. Il quadro normativo marittimo internazionale applicabile, tra cui l’UNCLOS, la SOLAS e la Convenzione SAR, riconosce la libertà di navigazione e stabilisce l’obbligo di garantire la sicurezza marittima, coordinare le operazioni di soccorso e fornire assistenza alle persone in pericolo in mare.
Questi principi richiedono che le navi di soccorso umanitario possano navigare in sicurezza e svolgere attività di salvataggio senza interferenze pericolose, intimidazioni o istruzioni poco chiare da parte di navi non identificate o che non rispondono. Questo modello di comportamento non si limita alla Ocean Viking: anche altre organizzazioni umanitarie di ricerca e soccorso hanno segnalato la presenza di imbarcazioni che pedinano le loro navi e interferiscono con le loro operazioni.
CREDITS: Ania Gruca/SOS MEDITERRANEE