SGUARDO SUL MEDITERRANEO #41 – Nonostante il maltempo continuano i tentativi di fuga dalla Libia via mare

SGUARDO SUL MEDITERRANEO #41 – Nonostante il maltempo continuano i tentativi di fuga dalla Libia via mare

   

La seguente pubblicazione di SOS MEDITERRANEE vuole far luce sugli eventi che si sono verificati nel Mediterraneo centrale nelle ultime due settimane. «Sguardo sul Mediterraneo» non è inteso come un aggiornamento esaustivo, ma si propone di trattare le questioni relative alla ricerca e soccorso che si verificano nell’area in cui operiamo dal 2016, sulla base di rapporti di diverse ONG, organizzazioni internazionali e articoli dalla stampa internazionale.

 

      >Aggiornato 17 novembre 2021 

 

A novembre oltre 1.100 persone salvate dalle navi di soccorso delle ONG 

Alla fine di ottobre, una tempesta simile a un uragano, il cosiddetto “medicane”, ha colpito il  Mediterraneo centrale. Subito dopo questo fenomeno meteorologico, diverse navi del soccorso civile hanno condotto operazioni di ricerca e soccorso:  il 2 novembre la Sea Eye 4 ha effettuato cinque operazioni di soccorso con l’assistenza di Rise Above di Mission Lifeline, salvando 325 vite in un solo giorno. Il giorno successivo, nella notte del 3 novembre, gli equipaggi di Sea Eye 4 e Rise Above hanno salvato più di 400 persone che si trovavano su una grande imbarcazione di legno a doppio ponte che stava iniziando ad imbarcare acqua. La Ocean Viking, giunta nella zona delle operazioni, ha rifornito la Sea Eye 4 con razioni di cibo preconfezionato. Dopo più di due giorni di attesa, alla  nave è stato indicato di dirigersi verso Trapani per lo sbarco degli oltre 800 sopravvissuti.

L’equipaggio della Ocean Viking ha salvato un totale di 314 persone in quattro diverse operazioni di soccorso tra il 2 novembre e il  4 novembre. Nei giorni successivi ai soccorsi, tre naufraghi in condizioni di salute critiche hanno dovuto essere evacuati insieme ai loro familiari dalla guardia costiera italiana, in due diverse operazioni al largo di Lampedusa. Dopo 10 richieste di un luogo sicuro per lo sbarco, alla Ocean Viking è stata finalmente assegnato, il 10 novembre, il porto di Augusta. Alcuni dei 306 sopravvissuti rimasti a bordo erano in mare, in condizioni meteo-marine difficili, da più di una settimana.

Il 15 novembre l’equipaggio di MSF, sulla Geo Barents, ha salvato 25 persone da una piccola imbarcazione in difficoltà nella SRR maltese. La barca era stata avvistata dall’aereo Seabird di Sea Watch. Il 16 novembre la nave e il suo equipaggio hanno salvato 161 persone da due barche di legno sovraffollate in difficoltà nella SRR libica: sul fondo di una delle imbarcazioni sono state trovate 10 persone senza vita.

In questi giorni, mentre la Sea Watch 4 sta facendo ritorno in Mediterraneo centrale, la ONG Open Arms ha annunciato che presto lancerà operazioni con un nuovo asset di salvataggio, la Open  Arms Uno. Lunedì la barca a vela Astral è salpata verso il Mediterraneo centrale, mentre la barca a vela della ONG RESQSHIP ha operato nella zona la scorsa settimana: l’equipaggio ha assistito tre imbarcazioni in difficoltà nella regione di ricerca e soccorso maltese prima che la guardia costiera italiana intervenisse in loro soccorso.

Sbarchi autonomi e operazioni di soccorso condotte autorità italiane

Nonostante le dure condizioni meteorologiche, nella prima metà di novembre sono stati segnalati numerosi arrivi autonomi in diverse aree delle coste meridionali dell’Italia, come lo sbarco di 514  persone su due pescherecci a Roccella  Ionica  in Calabria, il 14 novembre. Le barche erano partite da Tobruk, nella Libia orientale, come riportato da Avvenire. Lo scorso fine settimana è stato inoltre segnalato nella zona di Crotone l’arrivo di sette imbarcazioni con un totale di oltre 600 persone a bordo. Sono proseguiti anche gli sbarchi autonomi a Lampedusa: secondo quanto riportato da Mediterranean Hope, il 14 novembre sono giunte sull’isola due imbarcazioni che trasportavano un totale di 144 persone. È stato infine segnalato l’arrivo autonomo di 119 persone di nazionalità afghana all’inizio di questo mese: secondo quanto riferito dal giornalista Sergio Scandura, le persone sbarcate in Sicilia erano partite dalla Turchia.

Negli ultimi giorni le autorità italiane hanno assistito numerose imbarcazioni in difficoltà. Una di queste operazioni di soccorso ha visto la collaborazione della Croce Rossa, della Polizia e della Guardia Costiera Italiana, che insieme hanno salvato le 75 persone che si trovavano su una barca arenatasi sulle scogliere al largo di Crotone.

Nella seconda metà dell’anno sono state segnalate nel Mediterraneo centrale numerose imbarcazioni di grosse dimensioni con a bordo oltre 300 persone. Alcune di queste sono state assistite da  navi del soccorso civile, mentre altre sono state evacuate o rimorchiate in porto dalle autorità italiane. La scorsa settimana la Guardia costiera italiana e la Guardia di  Finanza  hanno assistito un’imbarcazione  con  385 persone al largo di Lampedusa e successivamente, in un’altra difficile operazione notturna, hanno portato in salvo altre 400 persone che avevano raggiunto il porto di Pozzallo.

Nel 2021 un migrante su due è stato intercettato e riportato in Libia 

Oltre agli arrivi autonomi e ai salvataggi da parte delle autorità italiane al largo delle coste meridionali italiane, proseguono le intercettazioni e i respingimenti da parte della guardia costiera libica. Secondo  l’OIM, nella prima settimana di novembre più di 1000 persone sono state riportate forzatamente sulle coste libiche.  Altre 791 persone sono state intercettate nella seconda settimana di novembre: sale così a 29.427 il numero totale dei rimpatri nel 2021. Inoltre, lo scorso 10 novembre due cadaveri sono stati recuperati al largo della Libia. Settimana scorsa l’OIM ha riferito che, nel 2021, un migrante su due è stato intercettato in mare e riportato sulle coste della Libia.

Il nostro “Sguardo” resta sul Mediterraneo. Per garantire testimonianza di quel che avviene nel Mediterraneo Centrale e per onorare i morti e i dispersi. Continuiamo a osservare e a raccontare.

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.