SGUARDO SUL MEDITERRANEO #36 – Ancora barche in pericolo, corpi recuperati e record di respingimenti in mare

SGUARDO SUL MEDITERRANEO #36 – Ancora barche in pericolo, corpi recuperati e record di respingimenti in mare

   

La seguente pubblicazione di SOS MEDITERRANEE vuole far luce sugli eventi che si sono verificati nel Mediterraneo centrale nelle ultime due settimane. «Sguardo sul Mediterraneo» non è inteso come un aggiornamento esaustivo, ma si propone di trattare le questioni relative alla ricerca e soccorso che si verificano nell’area in cui operiamo dal 2016, sulla base di rapporti di diverse ONG, organizzazioni internazionali e articoli dalla stampa internazionale.

 

      >Aggiornato 1 settembre 2021 

 

Imbarcazioni in difficoltà soccorse da navi ONG nelle ultime due settimane e rilascio della Sea Eye 4

Il 18 agosto, la Sea-Eye 4 è stata rilasciata dalle autorità marittime italiane dopo dieci settimane di fermo amministrativo e dopo aver completato gli adeguamenti tecnici richiesti dalle autorità. Il 27 agosto la nave è partita da Palermo verso il Mediterraneo centrale.

Il 21 agosto, dopo una quarantena obbligatoria e test PCR negativi, la Sea-Watch 3 ha lasciato Trapani e si è diretto verso Burriana, in Spagna, per uno scalo tecnico.

Il 23 agosto il veliero Astral  di Open Arms ha lasciato il porto di Badalona, in Spagna, alla volta del Mediterraneo centrale. Il 28 agosto, l’Astral ha assistito a un totale di 121 persone in sei differenti operazioni. Tutte le persone sono state successivamente soccorse dalla Guardia costiera italiana.

Tra il 22 e il 24 agosto, il veliero Nadir di Resqship ha assistito diverse imbarcazioni in difficoltà e ha salvato 17 persone da una barca di legno che rischiava di affondare. I sopravvissuti sono stati poi soccorsi dalla Guardia costiera italiana.

Il 24 agosto la nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere (MSF) Geo Barents è stata finalmente autorizzata a sbarcare i 322 sopravvissuti salvati tra il 5 e il 17 agosto ad Augusta, in Sicilia.

 

Continuano le segnalazioni di rimpatri forzati e naufragi in mare

Secondo quanto riferito, sono state di nuovo due settimane tragiche nel Mediterraneo centrale. Sono stati segnalati naufragi e potenziali “naufragi invisibili”: alcuni cadaveri sono stati trascinati a riva o sono stati recuperati in mare. Nel frattempo, il numero dei rimpatri forzati continua a salire vertiginosamente.

Il 22 agosto, almeno 16 tra donne, bambini e uomini sono stati segnalati come dispersi a seguito di un naufragio al largo delle coste libiche, come riportato dal Missing Migrants Project dell’OIM, mentre secondo l’UNHCR 279 personesono state riportate forzatamente a Tripoli.

Il 24 agosto, l’aereo Moonbird di Sea-Watch ha avvistato diverse imbarcazioni vuote e segnalato diverse intercettazioni da parte della guardia costiera libica. Il 26 agosto, secondo l’ONG Alarm Phone, otto corpi sono stati ritrovati a riva vicino a Sabratha.

Il 27 agosto, l’aereo Seabird  di Sea-Watch ha avvistato una barca di legno capovolta in acque internazionali. Secondo quanto riportato, undici persone sono salite sulla barca capovolta, mentre cinque persone si trovavano in acqua. Seabird ha assistito all’operazione di soccorso da parte della nave da rifornimento offshore italiana Asso Venticinque, che ha poi trasferito i sopravvissuti su una delle motovedette libiche che normalmente effettuano rimpatri forzati in Libia, contravvenendo al diritto internazionale. Seabird ha individuato almeno un corpo senza vita, ma il numero effettivo delle persone decedute rimane incerto.

Il 28 agosto 130 persone sono state riportate forzatamente a Tripoli dopo che due barche si sono capovolte in mare. Secondo l’UNHCR, quattro persone risultano disperse.

Secondo l’OIM, almeno 23.550 persone sono state riportate in Libia con la forza nel corso del 2021. Inoltre, mentre circa 6.000 persone si trovano nei centri di detenzione ufficiali, cresce il numero di persone di cui si sono perse le tracce. “Temiamo che molti finiscano nelle mani dei trafficanti che vogliono estorcere loro del denaro”, ha affermato Safa Msehli, portavoce dell’OIM.

 

Le Forze armate maltesi e la Guardia Costiera italiana hanno soccorso diverse imbarcazioni in difficoltà

Il 19 agosto, sette persone, fra cui alcuni bambini, sono state salvate da un’imbarcazione alla deriva dalle Forze armate maltesi. Il 28 agosto, le motovedette della guardia costiera italiana hanno salvato 539 persone da un’imbarcazione di legno sovraffollata al largo di Lampedusa. Secondo un medico di MSF, come riportato dalla stampa, almeno 20 dei sopravvissuti riportavano cicatrici causate delle torture subite in Libia.

“I segni di percosse, ustioni, cicatrici e torture che queste persone presentano sono ingiustificabili e inaccettabili”, ha aggiunto Flavio Di Giacomo, portavoce dell’OIM. Secondo la stampa, la Procura italiana ha aperto un’inchiesta per capire cosa sia successo a queste persone fuggite dalla Libia.

 

Il numero di decessi nel Mediterraneo centrale è quattro volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso

Il rapporto trimestrale pubblicato dal Missing Migrants Project dell’OIM evidenzia che la rotta del Mediterraneo centrale ha registrato un aumento di quasi quattro volte del numero di decessi segnalati durante il secondo trimestre del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. Questo picco dimostra che quella del Mediterraneo centrale è la rotta migratoria più letale del mondo. Oltre alle morti documentate, il rapporto indica un aumento delle segnalazioni di possibili “naufragi invisibili”, ribadendo che i dati sono probabilmente in gran parte incompleti.

Il nostro “Sguardo” resta sul Mediterraneo. Per garantire testimonianza di quel che avviene nel Mediterraneo Centrale e per onorare i morti e i dispersi. Continuiamo a osservare e a raccontare.

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