Formazione interna di Ricerca e Soccorso (SAR) SOS MEDITERRANEE

Formazione interna di Ricerca e Soccorso (SAR) SOS MEDITERRANEE

“Se e’ vero che il soccorso è il trasporto di persone da un luogo di pericolo a un luogo sicuro, è anche vero che il soccorso è un processo di riduzione dei rischi” – Max, Responsabile SAR SOS MEDITERRANEE

Negli ultimi 3 anni, SOS MEDITERRANEE è stata impegnata attivamente nello svolgimento di soccorsi di massa nel Mediterraneo Centrale. In questi anni, SOS MEDITERRANEE ha concentrato le proprie forze nella standardizzazione di procedure salvavita per le persone in pericolo in mare. Le conoscenze e le esperienze acquisite dai soccorsi nel Mediterraneo centrale ha portato SOS MEDITERRANEE a voler istituire un corso di formazione per la Ricerca e il Soccorso (SAR) per i suoi soccorritori (SAR team).

Il corso di formazione iniziato a Marsiglia il 1 Marzo e si è concluso il 13 Marzo 2019, con la partecipazione di un totale di 15 membri SAR e personale di Medici Senza Frontiere (MSF).

“Ciò che ci ha spinto all’istituzione di questo corso di formazione è stata la varietà e la quantità di modelli che vengono utilizzati dal nostro SAR team per il soccorso in mare, che spesso implicano la necessità di rispondere delle situazioni di rischio che  non si presentano in altri contesti di soccorso.” dice Max, responsabile dei soccorritori di SOS MEDITERRANEE. Ad esempio, i rischi principali nei quali si incorre durante i soccorsi di massa sono l’annegamento, o peggio lo schiacciamento, dovuto alla folla che si ammassa e al panico che si crea quando un’imbarcazione si spezza e lo spazio diminuisce drammaticamente. Max spiega che essere in grado di gestire il panico della folla – crowd control – è fondamentale per poter stabilizzare la situazione, evitare ulteriori rischi e portare in salvo il maggior numero di persone.

Un “mass rescue”, soccorso di massa, è per definizione un soccorso su larga scala in cui molte persone sono a rischio di morte in mare. Questo genere di operazioni necessita di un approccio e procedure standardizzate che permettano a i soccorritori di far fronte nel miglior modo a una moltitudine di rischi. Perciò, la parte più importante del corso di formazione è stata incentrata sulla creazione di una struttura che potesse trasmettere ai soccorritori le conoscenze necessarie a far fronte ad una situazione di soccorso di massa rischioso. Perché, come spiega Max “Io non ho avuto questo privilegio quando ho cominciato… La trasmissione di conoscenze è importante soprattutto per permettere alle persone (…) per garantire il massimo della professionalità”.

La formazione ha avuto inizio con il contributo dell’esperto di ricerca e soccorso, l’inglese Howard Raam, per stabilire gli standards delle procedure e delle competenze tecniche necessarie, approfondendo teoria e pratica con una certa routine che includa una metodologia standard ripetibile. Sono stati anche introdotti concetti di competenze relazionali come nuovi modelli di leadership e il ruolo fondamentale di briefings e de-briefings.

Howard si è interessato alla situazione del Mediterraneo centrale, consapevole che il numero di persone che annegano è estremamente alto e dichiara che se sei un soccorritore professionista che lavora in questo ambito, la politica non è importante. “Ogni vita è una vita e ogni persona merita l’opportunità di essere salvata”. “Come le persone siano arrivate in questa situazione, quale sia il contesto dal quale provengono, quali siano le loro motivazioni o la loro nazionalità, è ampiamente irrilevante, ed è importante che chi puo’ dare una mano faccia un passo avanti e cerchino di fare quel che possono”. Howard dice che “in questa formazione ci siamo concentrati sulle cose che possono veramente fare la differenza nel soccorso, creando una struttura chiara per aiutare i soccorritori a capire cosa sia accaduto, perché sia accaduto e come possano migliorare. È importante far sì che i soccorritori possano essere formati e salvaguardati per permettere loro di continuare a soccorrere persone in pericolo in mare”, aggiunge Howard.

La seconda parte della formazione si è basata sul manuale di ricerca e soccorso che hanno scritto alcuni dei soccorritori più esperti di SOS MEDITERRANEE. Questo manuale consiste di una documentazione delle competenze tecniche di SOS MEDITERRANEE in riguardo a i soccorsi di massa in mare e le attività SAR in generale. A seguito della parte teorica del workshop, si sono svolte esercitazioni in mare su imbarcazioni di salvataggio, sulle quali i soccorritori hanno avuto modo di migliorare le loro capacità di guida, manovra e delle loro competenze di leadership e di sicurezza attraverso un processo standardizzato.

“Strutturare tutto, facendo vedere come un soccorso di massa dovrebbe essere affrontato, è importante non solo per noi, ma anche per i nuovi soccorritori e per le altre organizzazioni. Quindi tutto deve essere documentato correttamente per poter essere tramandato ad altre persone”, dice Charlie – membro del team SAR di SOS MEDITERRANEE. Un altro membro SAR, Viviana, aggiunge che “la formazione è stata anche un modo di ricordare le nostre esperienze in mare e un modo di tenere il team insieme attraverso un processo di team-building”.

Attualmente, i team di SOS MEDITERRANEE stanno cercando una nuova nave che potrà eseguire operazioni di soccorso di massa. Per continuare a salvare, proteggere e testimoniare, nelle migliori condizioni possibili, nonostante il contesto avverso. “Appena potremo ritorneremo in mare! Dobbiamo essere lì dal momento che le persone continuano ad annegare”, dice Charlie. “Il nostro obiettivo è di tornare in mare e continuare a salvare vite”, conclude Viviana.

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Scopri di più nell’intervista di Max – Responsabile SAR, SOS MEDITERRANEE – video.

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Foto: Federica Mameli