EMERGENZA COVID-19. L’IMPATTO SUI DIRITTI DEI CITTADINI MARGINALIZZATI E LE MISURE DI TUTELA NECESSARIE

EMERGENZA COVID-19. L’IMPATTO SUI DIRITTI DEI CITTADINI MARGINALIZZATI E LE MISURE DI TUTELA NECESSARIE

SOS MEDITERRANEE Italia è tra i firmatari, insieme a decine di associazioni, di un documento destinato alle istituzioni con le richieste per far fronte all’emergenza sanitaria e per la salvaguardia dell’intera salute pubblica, contro la marginalità giuridica ed esistenziale dei cittadini e cittadine straniere, dei richiedenti asilo, delle persone senza fissa dimora e dei lavoratori e delle lavoratrici ammassati negli insediamenti informali rurali. “Si tratterebbe di un segnale giuridico, culturale e politico indispensabile”.

“Nei periodi di crisi, gli effetti delle disuguaglianze formali e sostanziali diventano ancor più evidenti. Le note che seguono forniscono una prima panoramica sui diritti dei cittadini stranieri messi a rischio dall’emergenza COVID-19.”

Così inizia il Documento sottoscritto da SOS MEDITERRANEE Italia e da decine di associazioni per spezzare il silenzio ed evidenziare le criticità di questa drammatica situazione di emergenza da COVID-19.

Ci riferiamo a persone che ad oggi sono prive di effettiva tutela, nella maggioranza dei casi anche degli strumenti minimi di contenimento (mascherine e guanti – acqua, servizi igienici), ed oggettivamente impossibilitate a rispettare le misure previste dal legislatore, vivendo in luoghi che di per sé costituiscono assembramenti. 

Il documento non si limita ad enucleare dette criticità ma propone e chiede al legislatore soluzioni concrete ed immediate, che consentano di garantire a tutte le persone le medesime tutele previste dai provvedimenti per contenere il contagio da coronavirus.

Per i naufraghi  che anche in questo periodo possono arrivare in Italia in fuga da morte e torture nei campi in Libia o da situazioni di grave pericolo, SOS MEDITERRANEE e le associazioni firmatarie chiedono che vengano predisposte misure che consentano la rapida indicazione di un porto sicuro per lo sbarco, nonché l’adozione di provvedimenti finalizzati a tutelare la salute di operatori e persone soccorse e a ostacolare la diffusione dell’epidemia, evitando per quanto possibile la concentrazione di migranti in strutture di grandi dimensioni.

Le stesse organizzazioni umanitarie impegnate nelle attività di ricerca e soccorso hanno già avanzato al Ministero dell’Interno e al Ministero della Salute la disponibilità a discutere modalità di collaborazione. Tutto ciò affinché la gestione degli sbarchi, i provvedimenti di quarantena per i sopravvissuti, i soccorsi e gli equipaggi e le altre attività di controllo sanitario possano essere svolte in modo corretto ed efficace, e con il minimo aggravio di impegno da parte delle strutture sanitarie territoriali.

Come Associazioni e organizzazioni della società civile riteniamo indispensabile che i decisori istituzionali, nell’analizzare le conseguenze dell’epidemia sulla società e nella programmazione delle iniziative da intraprendere per tutelare la popolazione, si occupino con particolare attenzione di questi rischi: un’attenzione che oggi più che mai dimostra quale società e comunità vogliamo essere.

Documento e lista dei firmatari: