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La seguente pubblicazione di SOS MEDITERRANEE vuole far luce sugli eventi che si sono verificati nel Mediterraneo centrale nelle ultime due settimane. «Sguardo sul Mediterraneo» non è inteso come un aggiornamento esaustivo, ma si propone di trattare le questioni relative alla ricerca e soccorso che si verificano nell’area in cui operiamo dal 2016, sulla base di rapporti di diverse ONG, organizzazioni internazionali e articoli dalla stampa internazionale.

Tre navi SAR in fermo nonostante la crescente necessità di interventi umanitari nel Mediterraneo centrale.  

[01.08 – 22.08.23] 

Le navi ONG salvano migliaia di persone e testimoniano la mancanza di risorse per il soccorso in mare  

Dopo lo sbarco di 66 persone nel porto di Lampedusa il 3 agosto, il veliero Astral gestito dalla ONG Open Arms è salpato per un’altra operazione. Tra il 10 e l’11 agosto, Astral ha assistito cinque imbarcazioni in difficoltà nella zona SAR maltese, in collaborazione con la Guardia Costiera italiana. Sono state soccorse 60 persone, di cui una donna incinta incosciente trasferita a terra con il coordinamento della Guardia Costiera maltese. Le autorità italiane hanno inizialmente ordinato di richiedere un “Place of Safety” alla Tunisia, ma i sopravvissuti sono stati infine autorizzati a sbarcare a Porto Empedocle, in Sicilia, il 12 agosto.  

Nel frattempo, il 3 e 4 agosto la nave di soccorso Open Arms ha portato in salvo 295 persone in nove operazioni distinte, tutte coordinate dalla Guardia Costiera italiana, e ha assistito altre 12 imbarcazioni in difficoltà. I superstiti sono sbarcati due giorni dopo nel porto di Brindisi.  Il 12 agosto, la Open Arms è partita per un’altra missione e ha soccorso 195 sopravvissuti tra il 17 e il 18 agosto. Dopo 4 giorni di navigazione, il 22 agosto sono riusciti a sbarcare nel lontano porto di Carrara 

Dopo lo sbarco di 48 persone a Trapani il 1° agosto, la nave Louise Michel è salpata di nuovo il 9 agosto e ha soccorso 33 persone che erano alla deriva in mare da 10 giorni, facendole sbarcare a Trapani il giorno successivo. L’aereo Eagle2 di Frontex aveva lanciato un allarme per la richiesta di soccorso.  

Il 4 agosto, il veliero Nadir della ONG ResQship ha soccorso 150 persone da 4 imbarcazioni in difficoltà. Successivamente, la Guardia Costiera italiana ha preso in carico 60 sopravvissuti, tra cui persone che necessitavano di cure mediche e bambini. I 90 superstiti rimanenti sono sbarcati a Lampedusa 

Il 7 agosto, la nave Geo Barents, gestita dalla ONG Medici senza frontiere (MSF), ha soccorso 47 persone nella regione SAR maltese con l’aiuto dell’aereo civile Seabird. Sono sbarcate l’11 agosto a La Spezia. La settimana successiva, a seguito di un allarme lanciato da Seabird, hanno soccorso 55 persone e sono sbarcati tutti in sicurezza a Bari il 20 agosto.  

Nel frattempo, il 10 agosto, Mare Go* ha salvato 44 persone da un gommone sovraccarico e le ha fatte sbarcare due giorni dopo a Pozzallo 

Tra il 10 e l’11 agosto, la Ocean Viking ha effettuato il soccorso di 623 persone in 15 operazioni separate, la più grande operazione nella storia della nave. Alcuni dei sopravvissuti sono sbarcati a Porto Empedocle il 12 agosto, mentre gli altri nel porto di Civitavecchia due giorni dopo.  

Humanity 1 della ONG SOS Humanity ha soccorso 120 persone in due operazioni distinte l’11 agosto. Sono sbarcate cinque giorni dopo nel lontano porto di Ancona.  

Il 12 agosto, Life Support della ONG Emergency ha salvato 76 persone nella regione SAR maltese e le ha sbarcate a Napoli due giorni dopo. Il 19 agosto hanno soccorso 40 naufraghi, sbarcati a Ortona il 23 agosto.   

Il 12 agosto, la nave Aurora della ONG Sea Watch ha soccorso 22 persone a sud di Lampedusa, sbarcate a Pozzallo il giorno successivo.  

Il 19 agosto, la nave Sea Eye 4 della ONG Sea Eye ha salvato 114 persone in tre operazioni separate in circa 72 ore e le ha fatte sbarcare il 22 agosto a Salerno. 

La Guardia Costiera italiana soccorre diverse imbarcazioni in difficoltà 

Secondo il giornalista Sergio Scandura di Radio Radicale, la Guardia Costiera italiana ha soccorso 24 persone il 1° agosto, i naufraghi sono sbarcati a Catania. Ha inoltre riferito che l’hotspot di Lampedusa era fortemente sovrappopolato, ospitando più di 1300 persone all’inizio di agosto, in quanto è progettato per un massimo di 250 persone. 

Il 21 agosto, la nave Galaxi ha sbarcato circa 600 sopravvissuti salvati dalla Guardia Costiera italiana e i corpi di quattro persone decedute, tra cui un bambino, a Porto Empedocle.   

Il 7 agosto, un gruppo di persone, tra cui due donne incinte e un bambino, sono state soccorse dalla Guardia Costiera italiana da uno scoglio al largo di Lampedusa, dopo che la loro barca era stata spinta verso la costa da forti onde. Erano bloccati da giorni. 

Tre navi ONG sottoposte a fermo amministrativo in Italia 

Tra il 21 e il 22 agosto, le navi di soccorso Open Arms, Sea-Eye 4 e Aurora sono state multate e trattenute per 20 giorni ciascuna a seguito dell’applicazione del “decreto Piantedosi”, ora decreto legge 1/2023, che svuota il Mediterraneo centrale di mezzi di ricerca e soccorso.  

Open Arms è stata trattenuta nel porto di Carrara dopo che le autorità italiane hanno sostenuto che l’equipaggio ha disatteso le istruzioni delle autorità marittime, che avevano sconsigliato di effettuare due salvataggi. Allo stesso modo, Aurora è stata trattenuta dopo aver rifiutato l’ordine italiano di fare rotta verso Trapani per sbarcare 76 sopravvissuti e aver invece navigato verso la più vicina Lampedusa. L’equipaggio della nave ha dichiarato di essere a corto di carburante e di acqua potabile. La Sea-Eye è stata trattenuta dopo aver sbarcato 114 sopravvissuti a Salerno ed è stata accusata di violazione della nuova legge italiana sul salvataggio in mare. 

Numero di morti nel Mediterraneo centrale dall’inizio dell’anno è superiore all’anno scorso  

Nella prima settimana di agosto, tre naufragi al largo della Tunisia hanno provocato almeno 14 morti e 72 dispersi. La maggior parte dei morti proviene da Paesi a sud del Sahara. Il 14 agosto, un altro naufragio al largo della Tunisia ha provocato almeno cinque vittime, tra cui un bambino. Sette persone risultano ancora disperse. 

Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), dall’inizio dell’anno sono morte più di 2000 persone nel Mediterraneo centrale. Il numero di morti e dispersi nel Mediterraneo dall’inizio del 2023 è già superiore a quello dei quattro anni precedenti. 

Rimpatri forzati in Libia e Tunisia nonostante le denunce di violazioni dei diritti umani  

Seabird ha visto la nave mercantile MARDIVE costringere le persone a risalire sulla propria imbarcazione e consegnarle alla Guardia Costiera libica. 

Secondo l’OIM, 759 persone sono state intercettate e rimpatriate con la forza in Libia tra il 30 luglio e il 19 agosto.    

Il 21 agosto, circa 500 persone sono state deportate al confine tra Tunisia e Algeria. Pochi giorni prima, è stata pubblicata su diversi media una lettera aperta firmata da 379 ricercatori e membri della società civile “per denunciare le politiche anti-migranti dei Paesi dell’UE e della Tunisia”. 

 

Il nostro “Sguardo” resta sul Mediterraneo. Per garantire testimonianza di quel che avviene nel Mediterraneo Centrale e per onorare i morti e i dispersi. Continuiamo a osservare e a raccontare.