100 profughi tratti in salvo al largo delle coste libiche. SOS MEDITERRANEE lancia un appello ai leader europei che si riuniranno a Malta: “Porre fine a questa tragedia”.

100 profughi tratti in salvo al largo delle coste libiche. SOS MEDITERRANEE lancia un appello ai leader europei che si riuniranno a Malta: “Porre fine a questa tragedia”.

02 febbraio 2016 – 100 profughi tratti in salvo al largo delle coste libiche. SOS MEDITERRANEE lancia un appello ai leader europei che si riuniranno a Malta: “Porre fine a questa tragedia”.

La nave Aquarius della organizzazione umanitaria italo-franco-tedesca SOS MEDITERRANEE che opera in partenariato con MSF (Medici senza Frontiere) ha tratto in salvo 100 profughi da un gommone grigio questa mattina a 22 miglia dalle coste libiche (Sabratha).
Il SAR (Search and Rescue) team della Aquarius ha individuato il gommone alle 5:45 del mattino, al termine di una notte di ricerche in costante contatto con il MRCC (Maritime Rescue Coordination Centre). L’operazione di salvataggio è scattata alle 6:00 con il lancio in mare delle due scialuppe e si è conclusa alle 7:10. Il gommone era in buone condizioni ed i profughi a bordo privi di giubbotti di salvataggio. In totale si tratta di 93 uomini e 7 donne: tra loro vi sono 41 minori, di cui 37 non accompagnati. La maggior parte (71) proviene dalla Guinea Conacry, gli altri da Burkina Faso, Camerun, Gambia, Guinea-Bissau, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone.

Ieri, mercoledì, il MRCC ha segnalato un alto numero di imbarcazioni in difficoltà, che si aggiungono a quelle dei giorni precedenti: sono più di 1400 i migranti soccorsi negli ultimi due giorni. Nonostante le difficili condizioni meteomarine, la tragedia umanitaria nel Mediterraneo centrale va avanti. Dall’inizio dell’anno l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) ha contato almeno 253 morti e molte delle imbarcazioni segnalate dal MRCC risultano disperse.

Valeria Calandra, Presidente SOS MEDITERRANEE Italia

Mentre i Paesi europei si preparano ad incontrarsi a Malta, SOS MEDITERRANEE segnala che tutti i profughi soccorsi e accolti a bordo della Aquarius testimoniano di aver subito in Libia trattamenti disumani, multipli e su larga scala. I nostri team hanno raccolto testimonianze ripetute e concordanti sulle atrocità che i profughi hanno subito in territorio libico, che loro definiscono un “inferno”. “Da quell’inferno fuggono e continueranno a fuggire. Come organizzazione umanitaria, sollecitiamo i leader europei ad adoperare tutti gli strumenti a loro disposizione per porre fine a questa tragedia. Per tutti, l’unica priorità deve essere la protezione della vita umana, che sia in mare o a terra” dichiara Valeria Calandra, presidente di SOS MEDITERRANEE Italia.

FOTO: Federica Mameli/SOS MEDITERRANEE

SOS MEDITERRANEE opera sulla nave di salvataggio AQUARIUS, un’imbarcazione di 77 metri, in collaborazione con MSF Olanda. L’AQUARIUS ha un equipaggio internazionale: lo staff nautico, una squadra di ricerca e salvataggio (SAR) e personale medico con esperienza. La nave può ospitare sino a 500 persone.
Da quando la missione SOS MEDITERRANEE ha preso il via, a fine febbraio, sono più di 12.000 le persone salvate e soccorse a bordo della nave AQUARIUS.
Le operazioni di SOS MEDITERRANEE nel Mediterraneo Centrale sono finanziate unicamente dalla società civile. Il costo delle attività di ricerca e soccorso in mare è elevato: 11.000 euro al giorno. Per questo, per continuare a salvare vite in mare, SOS MEDITERRANEE ha bisogno di un sostegno finanziario..

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